+ Dal Vangelo secondo Luca (11,37-41)
In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».
Commento
I farisei cercavano la perfezione attraverso una strettissima osservanza della legge.
Anche noi rischiamo di cadere in questa trappola: spesso ci ritroviamo invischiati nella palude degli ideali di bellezza, di giustizia, di santità che, inutilmente, proviamo a raggiungere. Puliamo l’esterno, lo lucidiamo, lo rendiamo presentabile… lasciando impolverato l’interno! Così viviamo male le relazioni con il Signore, con gli altri e con noi stessi. Cosa dobbiamo dimostrare e a chi? Se Dio ci ama così, perché è così che ci ha voluto, per quale motivo fatichiamo tanto ad amarci, a perdonarci, a donarci?
Beati noi, bellezze acqua e sapone, perché siamo amabili, e ogni nuovo giorno possiamo scegliere di non usare più il trucco, affidando al Signore la povertà benedetta di cui siamo impastati!
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
