Vocazione: "La versione migliore di te stesso"

Questa frase è stata scritta su uno delle migliaia di post-it che riportavano le riflessioni dei giovani partecipanti alla GMG di Panamà nel 2019.
Il desiderio più grande di ciascuno di noi è poter vivere in pienezza, portando a compimento i nostri doni più grandi. E il sogno di Dio sulla vita di ogni uomo e donna è che possa essere un riflesso della sua Bellezza.
Bellezza chiama bellezza… è per questo che quando nella nostra vita la incontriamo ci sentiamo naturalmente affascinati. Non ci sono più tanti ragionamenti da fare, semplicemente ci lasciamo attirare e condurre in questa avventura. In queste storie di vita puoi trovare disseminati i riflessi di questa Bellezza, che in ogni sorella sta disegnando i suoi capolavori…

Se desideri approfondire la ricerca del senso della tua vita, puoi entrare in contatto con una sorella per confrontarti e iniziare un cammino di discernimento vocazionale. Trovi i contatti dei monasteri nelle singole pagine delle fraternità.

Le vostre domande più curiose...

Perché cambiate il vostro nome? Come lo scegliete?

All’inizio del tempo del noviziato, ciascuna di noi può liberamente tenere il proprio nome di battesimo o cambiarlo; la fraternità accoglie il desiderio e lo conferma.
Il cambio del nome è uno dei modi per dire la novità di vita che si abbraccia rispondendo alla chiamata del Signore. La scelta può essere motivata da diverse ragioni; in generale rispecchia un aspetto della chiamata che per la sorella è particolarmente significativo esprimere.

Concretamente, come si fa a diventare clarissa?

Concretamente… per “diventare clarissa” è necessario intuire la gratuità della chiamata del Signore: davanti alla verità e alla bellezza del suo amore, ci si apre ad un percorso di conoscenza di sé e di Dio, iniziando un cammino di discernimento con l’aiuto di una sorella che affianca la giovane in un accompagnamento spirituale e vocazionale. Dopo l’ingresso in monastero vi sono poi varie tappe: postulandato, noviziato e professione temporanea; esse permettono di verificare e approfondire l’ispirazione iniziale e introducono gradualmente nella forma di vita e nella fraternità, fino al momento della professione solenne e definitiva.

Qual è la missione di una clarissa?

Quella di dire, con la nostra semplice esistenza vissuta in povertà e fraternità, la bellezza, la grandezza e la gratuità dell’amore di Dio e della sua misericordia. Vogliamo testimoniare che è possibile davvero vivere per il Signore, accogliendo da Lui il dono della vita e “restituendolo”, cioè facendolo fiorire in pienezza nella nostra vita e in quella dei fratelli e delle sorelle. Come Chiara, che era stata chiamata da Francesco “la cristiana”, desideriamo esprimere la bellezza e la gioia dell’essere discepoli di Gesù, così come lo è ogni credente in Lui.