La nostra vita

Siamo Sorelle Povere dell’Ordine di Santa Chiara, conosciute come Clarisse. Siamo “sorelle” perché cerchiamo di vivere il comandamento che Gesù ci ha lasciato: «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,34-35). Siamo “povere” per fare spazio in noi alla ricchezza di Dio che ogni giorno apre la sua mano e ci colma dei suoi doni. La nostra “Forma di Vita è osservare il santo Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo” (dalla Regola: FF 2750); sull’esempio di Chiara e di Francesco d’Assisi, anche noi seguiamo le orme del Signore Gesù, affascinate dalla semplice e potente bellezza del Vangelo.
In una quotidianità intessuta di preghiera, di lavoro e di comunione fraterna, il sogno di Dio e il nostro desiderio più alto si incontrano.

Le nostre origini

Chiara nacque nel 1193 o 1194 in una delle famiglie nobili più importanti di Assisi. Era ancora bambina quando Francesco iniziò la sua nuova vita sulle orme di Cristo; successivamente, dopo averlo incontrato e ascoltato, attratta dalla sua scelta di vita evangelica e spinta dallo stesso amore per il Crocifisso povero, la domenica delle Palme del 1211 o 1212 Chiara fu accolta alla Porziuncola nella prima fraternità francescana. Dopo un breve periodo, insieme alle prime sorelle che l’avevano seguita si trasferì stabilmente a san Damiano, dove rimase fino al termine della vita, l’11 agosto del 1253. La giovane ha lasciato la sua ricchezza e nobiltà per assumere la condizione degli ultimi. Si è messa come povera dalla parte dei poveri, tanto da chiedere al papa, per la sua comunità, il «privilegio della povertà». Chiara e le sorelle vissero una vita evangelica in semplicità e nella povertà, nella preghiera al Padre delle misericordie, nell’amore reciproco tra sorelle. Povertà e fraternità sono i due cardini del carisma clariano. Le Sorelle povere cercarono di dare forma alla loro vita restando nell’ascolto della chiamata di Dio e confrontandosi con Francesco, con l’Ordine dei Frati Minori e con la Chiesa. Chiara mise per iscritto la «forma di vita» vissuta a San Damiano, che venne confermata da papa Innocenzo iv il 9 agosto del 1253, due giorni prima della morte di Chiara.

La Federazione

Le fraternità di Sorelle Povere di Santa Chiara che vivono nelle regioni di Lombardia, Liguria e Piemonte sono unite in una forma di comunione che prende il nome di Federazione. Infatti, già dagli anni ’50 del secolo scorso, su invito della Chiesa, i singoli monasteri sono tra loro collegati in modo da favorire la conoscenza e l’aiuto vicendevole tra sorelle. Grazie alle Federazioni, quindi, le sorelle hanno la possibilità, in alcune occasioni, di incontrarsi per frequentare insieme corsi di formazione, collaborare nella riflessione per rispondere meglio alle domande del nostro tempo, elaborare percorsi comuni e iniziative varie. Questo sito, ad esempio, è frutto di un lavoro svolto insieme da sorelle di più fraternità.

Storia delle clarisse
La nostra vita

Siamo Sorelle Povere dell’Ordine di Santa Chiara, conosciute come Clarisse. Siamo “sorelle” perché cerchiamo di vivere il comandamento che Gesù ci ha lasciato: «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,34-35). Siamo “povere” per fare spazio in noi alla ricchezza di Dio che ogni giorno apre la sua mano e ci colma dei suoi doni. La nostra “Forma di Vita è osservare il santo Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo” (dalla Regola: FF 2750); sull’esempio di Chiara e di Francesco d’Assisi, anche noi seguiamo le orme del Signore Gesù, affascinate dalla semplice e potente bellezza del Vangelo.
In una quotidianità intessuta di preghiera, di lavoro e di comunione fraterna, il sogno di Dio e il nostro desiderio più alto si incontrano.

Le nostre origini

Chiara nacque nel 1193 o 1194 in una delle famiglie nobili più importanti di Assisi. Era ancora bambina quando Francesco iniziò la sua nuova vita sulle orme di Cristo; successivamente, dopo averlo incontrato e ascoltato, attratta dalla sua scelta di vita evangelica e spinta dallo stesso amore per il Crocifisso povero, la domenica delle Palme del 1211 o 1212 Chiara fu accolta alla Porziuncola nella prima fraternità francescana. Dopo un breve periodo, insieme alle prime sorelle che l’avevano seguita si trasferì stabilmente a san Damiano, dove rimase fino al termine della vita, l’11 agosto del 1253. La giovane ha lasciato la sua ricchezza e nobiltà per assumere la condizione degli ultimi. Si è messa come povera dalla parte dei poveri, tanto da chiedere al papa, per la sua comunità, il «privilegio della povertà». Chiara e le sorelle vissero una vita evangelica in semplicità e nella povertà, nella preghiera al Padre delle misericordie, nell’amore reciproco tra sorelle. Povertà e fraternità sono i due cardini del carisma clariano. Le Sorelle povere cercarono di dare forma alla loro vita restando nell’ascolto della chiamata di Dio e confrontandosi con Francesco, con l’Ordine dei Frati Minori e con la Chiesa. Chiara mise per iscritto la «forma di vita» vissuta a San Damiano, che venne confermata da papa Innocenzo iv il 9 agosto del 1253, due giorni prima della morte di Chiara.

La Federazione

Le fraternità di Sorelle Povere di Santa Chiara che vivono nelle regioni di Lombardia, Liguria e Piemonte sono unite in una forma di comunione che prende il nome di Federazione. Infatti, già dagli anni ’50 del secolo scorso, su invito della Chiesa, i singoli monasteri sono tra loro collegati in modo da favorire la conoscenza e l’aiuto vicendevole tra sorelle. Grazie alle Federazioni, quindi, le sorelle hanno la possibilità, in alcune occasioni, di incontrarsi per frequentare insieme corsi di formazione, collaborare nella riflessione per rispondere meglio alle domande del nostro tempo, elaborare percorsi comuni e iniziative varie. Questo sito, ad esempio, è frutto di un lavoro svolto insieme da sorelle di più fraternità.

Le vostre domande più curiose...

Il vostro abito ha qualche significato particolare? I 3 nodi sul cingolo cosa rappresentano?

Il nostro abito, secondo la tradizione che risale a san Francesco, ha la forma di un tau (quindi di una croce) e ha il significato di rivestirsi di Cristo. Ha il colore della terra, da cui siamo tratti e a cui faremo ritorno. I tre nodi rappresentano i tre voti religiosi: castità, povertà e obbedienza, con i quali promettiamo la stabilità del nostro cuore nel cuore di Cristo.

Cosa fate nelle vostre giornate? E nel tempo libero?

Alterniamo il tempo della preghiera comunitaria e personale a quello del lavoro, ai momenti di incontro, confronto e di condivisione fraterna, a spazi di formazione e studio. Nel tempo libero dagli impegni comunitari o dal lavoro possiamo coltivare qualche interesse personale (lettura, lavori manuali o creativi, scrittura, musica, pittura, attività fisica…).

La vostra Regola è sempre la stessa o è cambiata nel corso dei secoli?

La Regola che professiamo è stata scritta da santa Chiara ed approvata dalla Chiesa nel 1253: è la prima Regola scritta da una donna per le sue sorelle. Questo testo ha attraversato i secoli con alterne vicende. Ancora oggi è il punto di riferimento essenziale per la forma di vita delle Sorelle povere. Esistono poi altri documenti, ossia le “costituzioni” e gli “statuti”, che fanno da ponte tra la nostra vita oggi e la Regola di Chiara.