+ Dal Vangelo secondo Luca (14,1-6)
Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.
Commento
Spesso il vangelo mette in scena la convivialità di Gesù: non ci stupiremo mai abbastanza di questo Dio che si fa nostro commensale.
Gesù si è fatto uno di noi ed ecco che non disdegna, anzi sembra preferire, di incontrarci in uno dei luoghi per eccellenza della familiarità e dell’intimità: la tavola, appunto. Ma alla mensa messa in scena in questa pagina evangelica l’incontro fallisce. L’incontro mancato è sancito dal silenzio con il quale i farisei rispondono alla domanda di Gesù sulla bontà della guarigione appena compiuta.
Al grande privilegio di essere commensali del Signore corrisponde una responsabilità altrettanto grande: essere come lui tutto e per tutto, condividendo con lui la stessa passione di bene per ogni sua creatura.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2025” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
