Venerdì XXII settimana del Tempo Ordinario – Anno dispari

+ Dal Vangelo secondo Luca (5,33-39)

In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».

Commento

L’esempio dell’otre ci riporta alla doppia chiamata ricevuta da santa Teresa di Calcutta, di cui oggi la Chiesa fa memoria.

Già consacrata, scelta per essere sposa di Cristo, ma… A volte il Signore mette sulla strada il suo ma e ci rinnova per una missione diversa: versa il vino della novità nella nostra vita, spesso una novità che ci chiama a rinnovarci. Non è necessariamente una conversione dal male al bene, ma dal bene al bene per me qui ed ora. Teresa di Calcutta ha accolto questa novità, si è lasciata plasmare come un nuovo otre per poter contenere la novità di Gesù che continua a gridare «Ho sete!» non più dalla croce, ma dalle misere strade di una città enorme piena di contraddizioni.

Vedendola così piccola ci si chiede come abbia potuto contenere una forza tanto dirompente!

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2025” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano