Venerdì XI Settimana del Tempo Ordinario – Anno pari

+ Dal Vangelo secondo Matteo (6,19-23)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».

Commento

Se l’ascolto quotidiano della parola illumina gli occhi del cuore, allora ogni realtà acquista nuovo significato.

La luce interiore che oggi ci raggiunge attraverso il vangelo ci invita a fare un giusto uso dei beni della terra di cui godere ma da cui, nello stesso tempo, bisogna tenere il cuore libero. Non si tratta di disprezzare le realtà create, ma di avere rispetto di se stessi, della propria libertà e di quella altrui.

Tra i tesori di cui il cuore può gioire c’è certamente il dono dell’amicizia. «Un amico fedele è rifugio sicuro: chi lo trova, trova un tesoro» (Sir 6, 14). L’amicizia vera richiede apparente perdita e uscita da sé per imparare a vivere relazioni libere che sappiano mettere insieme il bene personale con quello dell’altro, trovando così gioia e pienezza di realizzazione.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2022” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano