Venerdì V settimana di Pasqua

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (15,12-17)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Commento

L’amore più grande è donarsi per gli amici, per coloro che Gesù ha scelto, chiamato e con cui ha condiviso le parole del Padre.

Gesù parla ancora di un frutto da far maturare, un frutto che rimanga e che assume nel contesto il volto dell’amicizia tra i discepoli, nella comunità.

Come ha detto papa Francesco: «Gesù, nel vangelo, ci dice che noi per lui siamo proprio questo, amici: persone care al di là di ogni merito e di ogni attesa, alle quali offre il suo amore, la sua grazia, la sua parola; con le quali condivide quello che ha di più caro… Chiediamoci: che volto ha per me il Signore? Il volto di un amico o di un estraneo? Mi sento amato da lui come una persona cara? E qual è il volto di Gesù che testimonio agli altri, specialmente a quelli che sbagliano e hanno bisogno di perdono?».

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano