+ Dal Vangelo secondo Matteo (9,14-15)
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».
Commento
Che digiuno è quello di questi discepoli di Giovanni e dei farisei? Come è possibile trasformarlo in un pretesto per accusare qualcun altro, per giudicare, per sentirsi migliori o superiori? Questo non è il vero senso del digiuno. Purtroppo, diventa un digiuno per la legge, per qualcosa, invece di essere per Qualcuno.
Il tempo quaresimale che stiamo vivendo è un tempo opportuno per fermarsi e riconoscere una mancanza; lasciare spazio nel cuore per far nascere la nostalgia dello sposo. Il digiuno ci può aiutare a sentire in noi la mancanza dello sposo Gesù, la nostalgia della sua presenza.
Una nostalgia profonda che fa nascere il desiderio di ritornare a quella comunione autentica, a quella festa di nozze piena di gioia e vita che il Signore Gesù sa donare ad ognuno di noi.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
