+ Dal Vangelo secondo Luca (6,39-42)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».
Commento
È piuttosto evidente la differenza tra una pagliuzza e una trave: la consistenza è molto diversa.
Spesso i nostri difetti non li vogliamo vedere, o li minimizziamo, ma notiamo sicuramente quelli degli altri, anche i più trascurabili. Il maestro è solito fare esempi dove la sproporzione è notevole, come accade nella parabola del servo spietato: i due debiti sono uno incalcolabile e l’altro una inezia (Mt 18, 23-35). Come è possibile avere due pesi e due misure? Come è possibile avere una trave in un occhio e non accorgersene? Spesso viviamo senza scavare a fondo, senza volerci guardare allo specchio per paura, per superficialità. Con noi stessi siamo indulgenti, con gli altri no.
La pagliuzza potrà anche darci fastidio, ma con la trave possiamo ferire, fare tanto male.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
