Venerdì della XV settimana del T.O. – Anno II

+ Dal Vangelo secondo Matteo (12,1-8)

In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle.
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato».
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

 

Commento

Sembra di sentire, nella voce di Gesù che pronuncia queste parole, un senso di sconsolata delusione. Come un genitore davanti all’incomprensione dei figli che rifiutano i consigli che vogliono solo avviarli sulla via della pace. Sembra risuonare quel pianto del Signore di fronte a Gerusalemme che non ha compreso la visita di colui che l’ha scelta e prediletta.

Queste tue parole, Signore, sono anche per noi, troppo lenti, così restii ad aprirci al tuo amore! Chiedi di seguirti e vogliamo insegnarti cosa fare, chiedi misericordia e cerchiamo di placarti con sacrifici che non ti dicono nulla, chiedi ascolto e ti sfiniamo di parole e altisonanti discorsi e ragionamenti; chiedi di fidarci e affidarci al tuo amore e chiediamo miracoli ed effetti speciali.

Facci comprendere, Signore, la misericordia.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano