Venerdì della XII settimana del T.O. – Anno II

+ Dal Vangelo secondo Matteo (8,1-4)

Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì.
Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».
Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita.
Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».

Commento

Mi sono presentato a Gesù con la mia miseria e la mia fede, senza alcuna pretesa, mi sono abbandonato alla sua volontà: «Se vuoi, tu puoi…».

E la sua risposta è andata al di là di ogni aspettativa: mi sarei accontentato di un gesto da lontano, vista la mia situazione. Invece ha infranto ogni barriera, mi ha toccato, ha sottolineato il suo desiderio di vedermi guarito: «Lo voglio!». Non era qualcosa datomi per degnazione, dall’alto della sua maestà, ma un dono che veniva dal suo cuore, ricco di compassione, senza far pesare il gesto.

E ora che vado a presentarmi ai sacerdoti perché riconoscano la mia guarigione e mi riammettano nel consorzio dei viventi, sto pensando che ciò sia potuto accadere perché ha preso su di sé tutte le nostre infermità, per sconfiggerle definitivamente.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano