+ Dal Vangelo secondo Matteo (5,13-16)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Commento
Nel Canto xi del Paradiso, Dante Alighieri definisce san Francesco e san Domenico due principi mandati dalla Provvidenza in favore della Chiesa sposa, affinché essa andasse con più fiducia e sicurezza verso il suo Sposo diletto che «disposò lei col sangue benedetto».
Questi due grandi santi sorsero nel tredicesimo secolo come due fulgide luci, esemplari e credibili. L’uno fu «tutto serafico in ardore, l’altro per sapienza in terra fue di cherubica luce uno splendore». Essi semplicemente seguirono Cristo nel modo loro proprio, rimanendo sempre fedeli alla Chiesa.
Anche nei periodi più bui della storia, Dio invia i suoi santi affinché possano essere perenni lucerne, che rischiarano il cammino, e memoria vivente di Cristo per ogni uomo.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2024” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
