Santissimo Corpo e Sangue di Cristo – Solennità – Anno A

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (6,51-58)

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Commento

Zaccheo, Matteo, la donna peccatrice, hanno incontrato Gesù ad un banchetto, e ascoltandolo e credendo in lui la loro vita è cambiata.

Di fronte a loro c’era una persona in carne e ossa, noi invece siamo solo un pezzetto di pane e un po’ di vino nel calice. Eppure dopo le parole della consacrazione diveniamo lui stesso: che mistero della fede!

San Francesco lo spiega bene: «Come ai santi apostoli si mostrò nella vera carne, così anche ora si mostra a noi nel pane consacrato. Essi, con gli occhi del loro corpo, vedevano solo la carne di lui, ma con gli occhi dello spirito credevano che egli era lo stesso Dio. Così anche noi, vedendo pane e vino con gli occhi del corpo, dobbiamo vedere e credere fermamente che questo è il suo santissimo corpo e sangue vivo e vero».

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano