+ Dal Vangelo secondo Giovanni (3,16-18)
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo si salva per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».
Commento
Mi hai parlato dello Spirito che fa nascere a vita nuova, ora maestro mi dici di essere Figlio di un Padre dall’amore sconfinato e mi fai intuire che tutti e tre siete riuniti da quel medesimo amore.
Nella notte sono di fronte a te, non ad una lavagna, piena di segni e di formule con cui dimostrare come fa tre ad essere uno e uno ad essere tre, avvinto da una parola che mi provoca e mi apre ad orizzonti nuovi. Sono giunto compiaciuto della mia sapienza, presumendo di discutere alla pari con te, hai ribaltato le mie prospettive, invitandomi a rinascere dall’alto. Se prima, sconcertato, ho fatto domande, ora sto in silenzio ad ascoltarti per lasciarmi avvolgere da questo mistero trinitario.
Tornerò a casa più umile, convinto che seguire te vuol dire andare verso la luce della verità.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
