Santi Timoteo e Tito, Vescovi – Memoria

+ Dal Vangelo secondo Luca (10,1-9)

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Commento

Persino Satana chiamato diavolo, cioè divisore, sa che l’unione è fondamentale per riuscire nei propri intenti per questo non ammette contese e divergenze nel suo regno.

E noi? Quante volte partiamo pieni di buone idee condividendo una mèta, ma poi ci perdiamo per strada in tanti piccoli rivoli quanti siamo a lavorare al progetto… Una buona idea viene rifiutata se scavalca una nostra buona idea, le discussioni non hanno mai fine ed il fine perde di importanza. Quante volte vediamo che il male trova il modo di allearsi, sostenersi mentre noi rivendichiamo, recriminiamo su vecchie questioni invece che alzare lo sguardo sulla missione affidataci di annunciare un buona notizia di salvezza?

Oltre a non procedere in progetti di bene, offriamo una contro-testimonianza già nel modo di lavorare.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano