+ Dal Vangelo secondo Marco (16,15-20)
In quel tempo, apparendo agli Undici, Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano.
Commento
Perché sono chiamato Dottore evangelico e raffigurato con un libro in mano? Perché ho sempre amato, studiato, commentato, predicato la parola di Dio.
Una parola che mi teneva in unione con Dio e attento al prossimo. Dicevo in un mio sermone: «Sulla tua parola, non sulla mia, getterò le reti. Ogni volta che le ho gettate sulla mia parola, l’ho attribuito a me, non a te; ho predicato me stesso e non te; ho predicato cose mie, e non tue. E quindi nulla ho preso; e se ho preso qualcosa, si trattava non di un pesce ma di una rana gracidante che mi lodasse; ed anche questo era un niente!
Getta le reti sulla parola di Cristo colui che nulla attribuisce a se stesso, ma tutto a lui; colui che vive secondo ciò che predica. E se così farà, prenderà veramente una grande quantità di pesci».
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
