Sant’Antonio Abate – Memoria

+ Dal Vangelo secondo Marco (2,18-22)

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

Commento

Dio è un sarto meraviglioso. Al posto di qualche foglia di fico con cui Adamo ed Eva tentano di coprire la loro nudità (ridicoli!) confeziona per loro veri e propri abiti di pelle. Una seconda pelle; una seconda possibilità: una veste di misericordia, ad abbracciare la loro miseria.

Dio non ci mette semplicemente una pezza, non fa rattoppi che dopo un po’ si staccano. No, la sua alleanza è definitiva, il suo amore è fedele. Il vestito è il più bello: «Il padre disse ai servi: presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare» (Lc 15, 22). Non è un aggiustamento del vecchio, è un fare nuovo!

Penso a me: quanti aggiustamenti; quanti inopportuni rattoppi; quante paure di fronte al nuovo.

Ti chiedo il coraggio di lasciarmi rivestire da te. Il coraggio di lasciarmi amare.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2022” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano