Santa Teresa di Gesù Bambino, vergine e dottore della Chiesa – memoria

+ Dal Vangelo secondo Luca (9,56-62)

In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

Commento

Ecco che oggi compare il verbo più temuto: lasciare. Un verbo che, con qualsiasi coniugazione si presenti, fa sempre paura.

Gesù, l’autore di ogni sequela, nel brano odierno sembra fare la parte dell’avvocato del diavolo, se così si può dire: anziché incoraggiare tre vocazioni nascenti, le scoraggia. Eppure lo slancio pieno di iniziativa di questi tre discepoli sembra costituire quasi il vertice della generosità: spontaneamente questi tre desiderano seguire Gesù. Ma non si segue Gesù senza lasciare tutto, senza che lui inviti a lasciare tutto, senza rimandare.

Lasciare tutto, in realtà, è ciò che sempre ci manca («una sola cosa ti manca», aveva detto al giovane ricco). Oggi Gesù ci invita a non confondere la sequela con lo slancio, lasciando che prenda forma nell’ascolto della sua parola.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2025” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano