San Giacomo, apostolo – festa

+ Dal Vangelo secondo Matteo (20,20-28)

In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Commento

Il versetto che precede il testo di san Paolo di oggi è: «E Dio[…] rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo».

Questo è il tesoro che portiamo in fragili vasi di creta: la conoscenza della gloria di Dio manifestata in Gesù. Grazie a questa conoscenza possiamo compiere le opere stesse di Dio sempre consapevoli di farlo offrendo, anzi restituendo tutto al Signore. Se qualche volta l’orgoglio fa capolino in noi chiediamo con sincerità di cuore: «Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome da’ gloria».

Noi parliamo, annunciamo con la vita e, a volte come ci direbbe san Francesco, anche con le parole: «Perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia abbondare l’inno di ringraziamento, per la gloria di Dio».

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano