Sabato II Settimana del Tempo Ordinario – Anno pari

+ Dal Vangelo secondo Marco (3,20-21)

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare.
Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».

Commento

Signore, proprio i tuoi familiari cercano di metterti le mani addosso, di prenderti e portarti via. Per loro sei fuori di te, un esaltato, impazzito. Le tue scelte di vita paiono stoltezza, follia. Hai abbandonato la famiglia, ti sei dato a una vita itinerante, vivi la condizione del celibe, ti sei inimicato le autorità religiose. Sei un eversivo, vai fermato!

Poveri, non sanno quello che dicono. Eppure in un certo senso l’azzeccano: tu sei davvero un uomo fuori di te, capace di uscire da te stesso, dal tuo privilegio di essere Dio per correre incontro ad ogni uomo piagato nel corpo e nello spirito. Donato, consegnato, gettato fuori di te. Chiamato dal Padre a decentrarsi verso quelle periferie esistenziali che chiedono luce.

L’amore è sempre fuori di sé. 

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2022” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano