+ Dal Vangelo secondo Matteo (10,17-22)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».
Commento
Mentre nella gloria di Dio sto ricevendo la corona, ripenso alle ultime ore passate sulla terra: veramente ero lo Spirito che parlava in me e anche irradiava dal mio volto.
Davanti al sinedrio ostile mi ha fatto proclamare tutte le tappe della storia della salvezza, da Abramo e i patriarchi sino a Mosè, e poi a Davide e Salomone, per concludere che il vero tempio era Gesù, pietra da loro scartata ma fondamento di una nuova umanità. Quando poi mi è stato concesso di vedere i cieli aperti e la gloria di Dio e di annunziarla, il loro odio è esploso e la mia condanna decretata.
Tra le pietre che piovevano su di me non sono rimasto solo: era sempre lo Spirito che animava la mia preghiera e mi dava la forza di perdonare i miei uccisori, come aveva fatto Gesù.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2025” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
