Suor Rosa Paola – In viaggio tra i miei desideri e il suo Disegno

Suor Rosa Paola

In viaggio tra i miei desideri e il suo Disegno

Il cammino che mi ha portato a entrare nel monastero delle clarisse di Vicoforte (CN) quasi 28 anni fa non è stato lineare perché, passo dopo passo, si è caratterizzato soprattutto come una scoperta. Durante l’adolescenza e la prima giovinezza, ero come tanti miei coetanei che gravitavano ogni tanto nell’orbita dell’oratorio del mio paese, Ceva (CN), ma senza coinvolgimento né convinzioni. Avevo semplicemente altri interessi come lo studio, la danza classica, i viaggi estivi all’estero mentre custodivo in cuore il desiderio più e meno consapevole di fare della mia vita un dono. Quasi inconsciamente mi accompagnava il sogno di andare in missione ad esempio in Brasile: ogni qualvolta io ascoltassi o incontrassi un missionario, mi entusiasmavo!

Forse anche per questo motivo, al termine del Liceo Classico m’iscrissi alla Facoltà di Medicina a Torino. Insieme ai cambiamenti che l’università comportava, vissi una fase difficile che, a posteriori, definirei una Pasqua: dalla sofferenza personale e dal confronto con la morte, fui costretta a misurarmi con la mia vulnerabilità, i limiti miei e quelli dell’esistenza umana. Dio però mi aveva già preparato un bel “paracadute” perché toccassi terra (nel senso più concreto del termine) senza farmi troppo male… Infatti, dopo un pellegrinaggio a Lourdes che fece sbocciare in me altri interrogativi sul valore della fede nella malattia, a 19 anni compiuti, cercai e sperimentai la grazia della direzione spirituale e della preghiera, approfondita negli incontri per i giovani e durante gli esercizi spirituali. Mentre continuavo a interrogarmi sul senso del dolore e della morte nell’esistenza umana, decisi di verificarmi, cioè fare verità, direttamente accanto ai sofferenti attraverso un’esperienza di volontariato presso l’istituto del Cottolengo a Torino. Nello stare accanto alle persone malate o invalide, aumentò in me il desiderio di pregare attratta dall’Eucaristia e in ascolto orante della Parola di Dio, per “imparare” a interpretare e condividere il loro dolore, alla luce del mistero di Cristo. La Bibbia divenuta fedele compagna di viaggio, mi aprì in modo quasi naturale, ma pure con tante resistenze interiori, a intuire che il Signore aveva su di me un suo Disegno. Strada facendo compresi che Lui non mi chiedeva di offrire l’opera delle mie mani, ma me stessa. Continuai l’università fino a capire, disarmata, di essere chiamata a consacrarmi a Cristo. Iniziai un serio discernimento frequentando anche il monastero delle clarisse dove, trascorsi poco più di due anni, ho chiesto di essere accolta come postulante. Così, nonostante l’opposizione dei miei genitori, ho interrotto gli studi universitari per entrare in comunità nel 1992.

Per alcuni passaggi decisivi del mio itinerario, posso testimoniare che, dall’istante in cui ci si affida a Cristo, i sogni personali ai quali si era rinunciato, riemergono trasformati perché non sono più una “nostra proprietà” ma delle “tessere” ben inserite nel mosaico di Dio. L’ho sperimentato quando, al di fuori di una mia qualsiasi previsione o domanda, la fraternità mi ha mandato, per un anno circa nel 2004 e successivamente nel 2007, in aiuto temporaneo alle nostre sorelle clarisse che vivono in Centrafrica dal 1989. Grazie alle mani e ai volti indimenticabili dei fratelli centrafricani, poverissimi di mezzi materiali, l’esperienza missionaria mi ha riconfermato nella vocazione contemplativa e mi ha messo a diretto contatto con la forza vitale racchiusa nell’Evangelo, capace di suscitare in loro la speranza dove, dai tetti in giù, noi abitanti del “primo mondo” non troveremmo più nessun motivo per affrontare la sfida quotidiana della vita, ai limiti della sopravvivenza. “Vedano i poveri e si rallegrino; voi che cercate Dio, fatevi coraggio” (dal Salmo 68). Lungo quest’arco di tempo, grazie alla vita fraterna ho compreso che le nostre giornate sono un continuo “allenamento” a riconoscere dove s’incarna oggi il Dio-con-noi, l’Emmanuele, che sa prendersi cura di ciascuno e pronuncia quella Parola, l’unica, che risana e fa germogliare il meglio che c’è in ogni persona.

“Sii sempre il meglio di ciò che sei” (Martin L. King).

Suor Rosa Paola
Monastero di Vicoforte