+ Dal Vangelo secondo Marco (10, 18-21)
In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.
Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo e Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».
Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Commento
Questa è bella: mi chiamate Maestro e poi pretendete che io faccia quello che volete voi! Si invertono le parti: ne sapete più di me!
Parlo della mia passione e morte e voi due pensate ai posti di onore. Vi invito a donare e a servire, e gli altri dieci che si sentono tagliati fuori dai privilegi insorgono con invidia. Mi dà proprio l’idea di un discorso ai sordi! Dovrò avere molta pazienza con voi, più grande di tutte le vostre resistenze e le vostre incomprensioni. Grazie al cielo la mia parola è potente e porterà il suo frutto.
Tra qualche secolo sant’Agostino scriverà nelle sue Confessioni: «Eri con me, ed io non ero con te… Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato e hai finalmente guarito la mia cecità». Lo stesso accadrà ancora prima a voi.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
