Mercoledì III settimana di Pasqua

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (6,35-40)

In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete.
Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Commento

L’oscurità della morte non può essere l’ultima parola. Il male che attenta ogni vita è stato vinto dalla Pasqua di Cristo!

Ce lo ricordano le sue mani forate dai chiodi e segnate dal sangue, che custodiscono e proteggono. Sono mani affidabili nelle quali è inciso indelebile il nostro nome. Lì, troviamo una dimora sicura nella quale sostare tranquilli come bimbi svezzati in braccio alle loro madri, anche in mezzo ai più violenti marosi.

Fra quelle calde mani, è bello e consolante addormentarsi la sera per risvegliarsi al mattino con la fiducia nel cuore. 

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2025” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano