Mercoledì della XI settimana del T.O. – Anno II

+ Dal Vangelo secondo Matteo (6,1-6.16-18)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Commento

Sono un mantello che non passa di moda; pochi giorni fa segno della vocazione di Eliseo, oggi simbolo del passaggio di consegne tra Elia e il suo successore.

Non che sia un oggetto magico: sono solo un umile strumento nelle mani dei miei padroni. Quando per due volte mi hanno fatto fare il bagno nel Giordano, non è per mia virtù che le acque si sono divise, ma per la fede dei due grandi uomini! Ho il rimpianto di non aver potuto viaggiare sul carro di fuoco seguendo Elia al cospetto del suo Signore; ma mi consola il fatto che mi ha lasciato come dono al suo discepolo.

Ora servo il nuovo proprietario: se l’inizio al fiume è stato così promettente chissà che questa volta alla fine sia assunto anch’io in gloria?

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano