Mercoledì della II Settimana di Pasqua – Feria

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (6,35-40)

In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete.
Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Commento

Tutto ciò che il Padre mi dà verrà a me. In un altro passo del vangelo è detto: Tutto è stato dato a me dal Padre mio.

È parola di grande consolazione: tutti siamo in Gesù, ci siamo per un dono del Padre pur nella libertà di aderire e di rimanere in lui, nella libertà di venire a Gesù, di vederlo e di credere in lui. Il Padre vuole che tutti torniamo a lui; Gesù si è fatto via anche per coloro che non credono, non lo vedono, non lo cercano, perché Gesù risorto e vivo è una strada sempre aperta, una mensa sempre pronta.

Chi va a lui non avrà più fame, non avrà più sete, potrà gustare fin d’ora la vita eterna, perché questa è la volontà del Padre: che non perda nulla di quanto mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano