Martedì III settimana di Pasqua

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (6,30-35)

In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

Commento

Grido la mia fame e la mia sete di vita. Non posso tacere il mio desiderio di pienezza.

Dove attingere acqua che disseta le arsure del cuore? Dove trovare pane che sazia per la vita? Ho cercato vagando qua e là, come senza fissa dimora, povero e affamato, disposto perfino a svendere la mia libertà. Le mie mani sono vuote, i miei piedi sporchi e sanguinanti e il cuore è a pezzi. Sono stanco e sfinito. Ma ancora cerco tra vanità, gloria, audience.

Le ombre della sera avvolgono le strade e il ricordo della casa diventa dolorosa nostalgia: lì, quella tavola è imbandita, il pane è profumato di tenerezza, di amicizia, di gratuità e il vino del sacrificio trabocca dalla coppa.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2025” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano