Martedì della XII settimana del T.O. – Anno II

+ Dal Vangelo secondo Matteo (7,6.12-14)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

Commento

Ezechia mi sta leggendo ad alta voce nel tempio affidando al Signore quanto porto scritto: un bell’esempio di umile confidenza.

È improbabile che riceviate una lettera come me, carica di minacce; comunque la vita vi fa pervenire tanti messaggi, in varie forme, con diversi contenuti, che vi rallegrano o che vi fanno soffrire. Tutto viene registrato sul vostro cuore ed è con questo scritto interiore che nella preghiera potete presentarvi al Signore, non perché lui non lo conosca già, ma per trarre motivi di coraggio e di speranza.

Affidatevi alla forza del suo amore convinti che tutto ciò che vivete può divenire ringraziamento, offerta, supplica, intercessione. E fatelo con tutto il mondo accanto, con i suoi sogni e i suoi problemi, a nome anche di chi non ha voce o si dimentica di averla.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano