Martedì della X settimana del T.O. – Anno II

+ Dal Vangelo secondo Matteo (5,13-16)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Commento

Anche sabato scorso si parlava di una vedova, nel tempio di Gerusalemme. Io sono invece in periferia, addirittura fuori dei confini.

Siamo distanti, ma penso ci accomuni la fiducia che abbiamo nella provvidenza. D’altra parte anche Elia non è da meno: rimasto secco il torrente, Dio lo invia non a qualche persona facoltosa, ma a me, povera vedova e per di più straniera. Egli non obietta e obbedisce, mettendosi in cammino. Il nostro è stato un incontro tra poveri che hanno sperimentato la potenza della fede. Il mio scoraggiamento iniziale, che era ben comprensibile, è scomparso quando il profeta mi ha detto di non temere e io gli ho dato credito.

L’abbiamo accolto, io e mio figlio, nella nostra casetta, e il pane non è mancato. E la giara e l’orcio ne erano fieri.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano