Lunedì della X settimana del T.O. – Anno II

+ Dal Vangelo secondo Matteo (5,1-12a)

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Commento

Abbiamo seguito il maestro nella breve salita: non siamo soli, c’è tanta gente attorno a noi, e le parole che sta pronunciando le rivolge a tutti. È come un nuovo Mosè che a compimento delle dieci parole ne aggiunge altre otto, che iniziano tutte allo stessa maniera: beati…

Questa beatitudine sarà la sorte dei poveri, degli afflitti, dei miti, dei giusti, dei misericordiosi, dei puri di cuore, dei pacifici e dei perseguitati. È un campionario dove ognuno di questa folla variegata può trovare il modo di orientare la vita secondo quanto ha ricevuto da Dio.

Così quando scenderà dal monte e ritornerà a casa e alle solite occupazioni, potrà iniziare un cammino quotidiano, senza clamori, nella tenace fedeltà al programma che Gesù ha instillato nei cuori.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano