+ Dal Vangelo secondo Giovanni (13,16-20)
[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro:
«In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».
Commento
È grande e maestoso il crocifisso sulla parete della chiesa: i suoi occhi sono colmi di affetto e di tenerezza. Dall’alto della croce ci invita a cogliere il segreto della sua vita donata, spezzata sino alla fine per amore, e a seguire le sue orme, quale via regale per la realizzazione dell’esistenza.
La sua persona ispira ogni nostro pensiero e di ogni nostro sentimento. In quel volto, come in uno specchio, ogni giorno noi scrutiamo i nostri volti, ritrovando in esso la nostra identità più vera, quella che il Padre ci ha donato quando ci ha tessuti nel grembo di nostra madre.
A lui, dunque, ogni giorno sale la nostra lode e la nostra benedizione.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2025” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
