+ Dal Vangelo secondo Marco (4,21-25)
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».
Commento
«Ascoltate»: il primo insegnamento di Gesù. È importante, però, fare attenzione a come si ascolta, volgere non solo le orecchie, ma anche la mente, il cuore e la volontà a quello che si ascolta. Dobbiamo anche stare attenti a cosa scegliamo di ascoltare.
Le parole entrano in noi per risuonare, tornare ad esistere sulle nostre labbra fino ad incarnarsi nelle nostre opere. Ecco perché è importante discernere cosa ascoltare, tagliando le parole, a volte le compagnie, che inquinano i pensieri e i sentimenti.
Se ascoltiamo e maciniamo parole buone in noi vedremo fiorire pensieri ed azioni buone. Altrettanto fanno le parole di rancore, violente, maligne che, anzi, sembrano fruttificare più in fretta inaridendo il nostro essere, i nostri sguardi, il nostro cuore, il nostro agire
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
