+ Dal Vangelo secondo Luca (9,7-9)
In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.
Commento
Erode cercava di vedere Gesù e forse lo avrebbe anche ascoltato volentieri, come aveva fatto con il Battista.
Vedere Gesù con gli occhi del corpo non basta; del resto, non tutti i discepoli di Gesù avevano dimostrato di averlo visto. A Filippo dice: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto?». A Erode piace la novità, ne è incuriosito, ma non basta essere curiosi perché si creino le condizioni di un vero incontro tra lui e Gesù. Sappiamo che questo vale per ogni tipo di relazione. Anche noi siamo attratti dalla novità: nel cuore di ciascuno c’è la sete per ciò che è nuovo; eppure, al tempo stesso, ne abbiamo paura.
Come Erode, cerchiamo di vedere la novità, senza parteciparvi. Preferiamo restare spettatori passivi, perché entrare nella novità significa mettersi in discussione.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
