+ Dal Vangelo secondo Matteo (13,47-53)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Terminate queste parabole, Gesù partì di là.
Commento
Gira, gira il tornio della nostra vita ed intorno alla nostra argilla costantemente le mani del Padre ci accarezzano, ci sostengono per non farci crollare, ci plasmano per spingerci verso l’alto.
Se l’argilla sfugge di mano viene ripresa con decisione e delicatezza par ricondurla nel fluire del movimento del tornio. E ricomincia a girare per far emergere l’immagine bella nascosta che solo il vasaio sa scorgere oltre la nostra pochezza. Un giorno il vaso sarà pronto, il tornio si fermerà ed il fuoco del suo amore fisserà la nostra forma definitiva. Al suo cospetto, bruciate le scorie, emergeranno i colori più belli e sapremo, finalmente, amare senza orgoglio, presunzione, desiderio di possesso.
Gira, gira il tornio della mia vita: mi affido, Padre, alle tue mani sapienti.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
