+ Dal Vangelo secondo Matteo (10,7-15)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».
Commento
Ecco il nostro Dio pieno di cura e di pazienza!
Nel primo testamento abbiamo spesso il racconto di castighi e battaglie scatenate anche contro il suo popolo. Se la piena rivelazione attuata in Gesù ci dice che Dio è colui che si china sui suoi figli con infinita pietà e tenerezza, già Osea ci lascia un indizio profondo di questo cuore di misericordia: «Io li traevo con legami di bontà… ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia…».
Dopo la ribellione del popolo continua: «Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione». Per quale motivo? «Perché sono Dio e non uomo».
Facciamo attenzione a non trasferire su Dio atteggiamenti e sentimenti umani! Dio è Dio in modo totalmente altro e totalmente oltre.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
