Giovedì della XIII settimana T.O. – Anno pari

+ Dal Vangelo secondo Matteo (9,1-8)

In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati».
Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire: “Àlzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico -, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua.
Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

Commento

Confesso che sulle prime ci sono rimaste male: vedeva bene in che condizioni ero, incapace di camminare, bisognoso dell’aiuto dei miei amici. Doveva immaginare il motivo che ci aveva spinto lì: che io riacquistassi l’uso delle gambe! E invece mi dice che mi cancella i peccati…

Però la mia delusione è durata poco: qualche minuto dopo ero in piedi, trasportando il lettuccio ormai inutile, e stavo rendendomi conto che Gesù aveva visto bene non solo nel cuore degli scribi, ma anche nel mio. Anche lì ero paralitico, chiuso nel mio risentimento verso Dio per la situazione in cui mi trovavo, invidioso di chi stava meglio di me, privo di riconoscenza verso chi mi aiutava.

Ora invece mi sento guarito anche nello spirito, libero di lodare Dio, desideroso di farmi prossimo alle sofferenze degli altri.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2024” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano