+ Dal Vangelo secondo Matteo (6,7-15)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
Commento
C’è forse un momento in cui io non regni?
A volte lo pensate, turbati dalle parentesi insensate che sembrano oscurare il mio disegno sapiente nella vita delle persone, delle famiglie, delle nazioni. Vi pare allora che prevalgano altre forze, altre logiche e che io ne esca sconfitto, o che mi sia stancato di prendermi cura di voi. Ma le redini della storia le tengo sempre io: se Elia scompare, appare subito Eliseo, il mio Spirito anima senza sosta le vicende del mondo. I miei occhi non vi pèrdono mai di vista: ecco perché la preghiera che mio Figlio vi ha insegnato, prima che un chiedere è un affidarsi.
È un deporre dinanzi a me la vostra vita e la vita di tutto il mondo con il suo male e il suo bene, perché perdonati dalla mia grazia moltiplichiate i talenti ricevuti in dono.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
