Giovedì della IX settimana del T.O. – Anno II

+ Dal Vangelo secondo Marco (12, 28b-34)

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio».
E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Commento

Ho sempre coltivato grande passione per la legge: alla scuola dei dottoroni c’era quasi una gara per far saltar fuori sempre nuovi precetti.

Alla fine però si sono fermati a 613: 365 divieti, 248 comandi. Ma in questa giungla di regole, a quale dare la precedenza? Sono capitato nel tempio mentre Gesù stava discutendo con alcuni sadducei; quando hanno finito mi sono fatto avanti io. Sapete come è andata: c’è stata una bella potatura! Tante fronde inutili tolte: potevo vedere il cielo! Tanti tronchi secchi abbattuti: potevo vedere i miei fratelli! In mezzo alla selva che mi ingabbiava, li avevo persi di vista.

Il maestro mi ha ridato il gusto dell’essenziale, e alla fine mi ha detto che avevo fatto un bel cammino, ma non ero ancora arrivato; vicino, ma non a casa…Dovrò farò qualche passo in più!

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano