Giovedì della III Settimana di Pasqua – Feria

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (6,44-51)

In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Commento

La nostra vita, in tutti i suoi aspetti, ha bisogno di nutrimento; ha bisogno di mettersi in relazione con ciò che la circonda per cercare, chiedere, trovare il cibo che di volta in volta le permette di crescere e di sussistere.

Se la madre terra, come canta san Francesco nel Cantico delle creature, ci nutre con i suoi molteplici frutti, Gesù offre sé stesso come pane che può sostenere la vita di ciascuno di noi nella sua interezza e complessità. Si tratta di vivere in modo nuovo la nostra storia aprendola alla sua Parola, al suo esempio, in modo profondo, come pane che nutre, come carne della nostra carne.

Il suo dono per la vita del mondo diventa una via da percorrere ogni giorno con fiducia perché ci risana nelle ferite e ci porta al Padre come fratelli e sorelle.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano