Giovedì della II settimana di Avvento

+ Dal Vangelo secondo Matteo (11,11-15)

In quel tempo, Gesù disse alle folle:
«In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono.
Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elìa che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».

Commento

Forse siamo un po’ presuntuosi, ma pensiamo di essere noi i violenti che si impadroniscono del regno dei cieli.

Del resto l’ha detto Gesù ai farisei che saremmo passati loro avanti, noi pubblici peccatori segnati a dito e disprezzati da coloro che si ritengono giusti. Noi che prima abbiamo fatto violenza ai doni di Dio, seguendo i nostri egoismi; poi però la parola del Battista ha fatto breccia in noi e abbiamo diretto la nostra violenza contro ciò che ci sviliva e contro quelli che vengono detti i vizi capitali: la superbia, l’avarizia, l’ira, l’invidia, la lussuria, la gola e l’accidia.

Quando poi abbiamo incontrato Gesù, ascoltandolo e vedendo il suo sguardo, ci siamo resi conto che la battaglia era vinta. Non per merito delle nostre forze, ma a causa del suo perdono che ci faceva nuovi.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2025” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano