+ Dal Vangelo secondo Matteo (16,21-27)
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
Commento
Lo avevamo ascoltato increduli!
Non potevamo accogliere una logica simile, né sostenere il suo discorso, completamente diverso dalle nostre aspettative e da ogni umana ragionevolezza. Perché il messia avrebbe dovuto essere condannato, soffrire, essere ucciso? Perché? Non era venuto per salvare Israele dai romani? Non era forse il Figlio di Dio? E, cosa voleva dire risorgere il terzo giorno? Quel giorno ci aveva spiegato ogni cosa con trasparenza cristallina, con tranquillità d’animo e tanta semplicità. Cosa dire? Nulla!
Avevamo solo bisogno di tempo per riflettere e accogliere il suo annuncio, mentre continuavamo a stare con lui.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
