Battesimo del Signore

+ Dal Vangelo secondo Marco (1,7-11)

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Lectio Divina

La liturgia del tempo liturgico di Natale si conclude e ci introduce nel tempo “per annum” con le feste della manifestazione di Gesù. La solennità dell’Epifania, la festa del Battesimo e la domenica in cui si narra l’episodio di Cana (la trasformazione dell’acqua in vino, segno della gioia messianica) sono tre episodi di rivelazione messianica, un trittico di luce e un ricchissimo messaggio teologico per ciascuno di noi.

Quest’anno il racconto del battesimo di Gesù ci è offerto dall’evangelista Marco. In poche frasi vediamo il compimento del ministero di Giovanni il Battista e abbiamo la rivelazione della SS. Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo. Sappiamo che il Vangelo secondo Marco ha, tra le sue caratteristiche, quella del “segreto messianico”, cioè il fatto che Gesù non permette a nessuno di rivelare apertamente la sua natura di Figlio di Dio e messia, fino alla fine, quando sarà un pagano – il centurione romano ai piedi della croce – a riconoscerlo in modo definitivo, perché è solo alla luce della croce come piena rivelazione dell’amore che si può dire in verità “Gesù è il Cristo”.

Eppure, il Vangelo inizia con le parole “Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio” e con il nostro brano in cui ci viene presentata con solennità la Trinità, questo è un momento di piena rivelazione, i cieli si aprono e lo Spirito Santo scende sul Figlio eletto e amato del Padre. La liturgia ci invita quindi a rileggere gli eventi del Natale alla luce della rivelazione, della manifestazione del mistero. Poi, durante tutto il percorso del vangelo, dovremo lentamente e non senza fatica imparare a riconoscere i segni epifanici nella storia di Gesù e nella nostra stessa vita.

In questa domenica possiamo dunque riflettere sul senso del nostro cammino oggi, stiamo andando verso la nostra personale pasqua, con momenti di più o meno grande consapevolezza, paura, speranza…, viviamo in un tempo di ombre con poche luci, eppure abbiamo ricevuto – spesso già nei primi giorni della nostra vita – la piena rivelazione del senso della nostra esistenza: siamo stati battezzati in Cristo Signore. La festa del battesimo di Gesù ci racconta il nostro stesso mistero, siamo immersi nella sua vita, siamo adottati dal Padre come suoi amatissimi figli e siamo avvolti dalla presenza dello Spirito Consolatore.

Quando la nostra personale ed unica “via verso Gerusalemme” è una strada che diventa difficile e ci viene nascosto il senso delle svolte del percorso, oppure la sera sembra sopraggiungere troppo presto…, ricordiamo che all’inizio siamo stati immersi nell’acqua del fiume Giordano, nella vita del Figlio e dello Spirito. Possiamo quindi trovare pace nel lasciarci “sprofondare” in questo mistero di vita, nuotare per un poco sotto le agitate onde della vita presente e gustare l’anticipo della realtà vera, dell’amore del Padre che anche a noi dice: “Tu sei il Figlio mio, amato”.

Sr.Chiara Alba

Monastero S. Chiara –  Lovere