+ Dal Vangelo secondo Giovanni (6,52-59)
In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.
Commento
Ero ancora in cerca di casa: il desiderio era urgente, bruciante. Impossibile resistervi, fingendo che prima o poi sarebbe passato. No: non passava. E la morsa del freddo pungeva.
Cercavo, cercavo con tenacia, come aggrappato ad una promessa, bussando e ribussando ai miseri venditori delle piazze, trafficanti di esigue speranze.
E poi d’improvviso uno squarcio di luce: quella casa l’avevo dentro, nel cuore, da sempre. Lì avevo abitato sin da bambino; anche se i ricordi erano sbiaditi, il volto sincero e colmo di tenerezza di colui che lì mi aveva creato e accolto come commensale alla sua mensa, continuava a vivere dentro di me.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2025” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
