5 gennaio – Martedì – Feria propria di Natale

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (3, 11-21)

In quel tempo, Maria disse:

Figlioli, questo è il messaggio che avete udito da principio: che ci amiamo gli uni gli altri. Non come Caino, che era dal Maligno e uccise suo fratello. E per quale motivo l’uccise? Perché le sue opere erano malvagie, mentre quelle di suo fratello erano giuste.
Non meravigliatevi, fratelli, se il mondo vi odia. Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida ha più la vita eterna che dimora in lui.
In questo abbiamo conosciuto l’amore, nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello in necessità, gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l’amore di Dio? Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.
In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio.

Commento

Siamo ancora in viaggio, passo dopo passo, verso la terra di confine: la Galilea. Nuovi incontri arricchiscono il nostro cammino.

Oggi è la volta di Filippo, della città di Betsaida; anche a lui il Maestro rivolge il consueto imperativo a cui è difficilissimo resistere: «Seguimi!», Così, eccoci con un nuovo amico. Ma la cosa non finisce qui: il passaparola si rivela efficacissimo. Filippo incontra Natanaele, uomo trasparente e sincero; un invito, una spinta e il gioco è fatto. «Vieni e vedi!» gli dice! Il nuovo arrivato può finalmente incontrare Gesù, tra lo stupore e la meraviglia di tutti.

Ma non c’è tempo da perdere, bisogna rimettersi in cammino.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2020” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano