31 Luglio – Sant’Ignazio di Loyola, presbitero- Memoria

+ Dal Vangelo secondo Matteo (13,54-58)

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Commento

Lo stupore, questo sconosciuto o quasi.

Siamo proprio noi, popolo del Signore, concittadini del falegname figlio di Maria, a non saperci più stupire per le parole di grazia che escono dalla sua bocca e dal suo cuore. Così abituati a sentire le parole del vangelo da passarci sopra velocemente pensando: «Ah, sì, lo conosco!» E ci annoiano le celebrazioni ripetitive e le letture a volte così difficili.

Chi si stupisce è il Signore che desidera incontrarci e trova un muro di gomma sul quale rimbalzano gesti e parole. Basta fermarsi un attimo per rendersi conto che i gesti delle celebrazioni ci parlano, quelle letture un po’ difficili richiedono tempo, ma sanno illuminare e le parole del Signore incontrano sempre la nostra vita, la nutrono, la svelano a noi stessi…

Stupore e riconoscenza.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano