+ Dal Vangelo secondo Giovanni (1,29-34)
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Commento
Giovanni è stato interrogato sulla sua identità e ora, finalmente, può distogliere l’attenzione da sé e far porre lo sguardo dei Giudei, e il nostro, su Colui che sta venendo. Esclama un “Ecco!” che sembra di soddisfazione, di sollievo, di esultanza. Di soddisfazione perché vede compiersi quanto in se stesso sapeva vero: non era lui il Messia, doveva arrivare un altro… eccolo! Di sollievo perché ora lui potrà diminuire, abbandonare le scene per lasciarle al vero protagonista… eccolo! Di esultanza perché l’amico dello sposo gioisce alla voce dello sposo che viene… eccolo! Ma chi è? È l’agnello di Dio, la vittima per l’espiazione che non solo prenderà su di sé il peccato del mondo, ma lo toglierà addomesticandone la forza che deturpa il volto dell’uomo.
Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano
