27 agosto – Santa Monica – memoria

+ Dal Vangelo secondo Matteo (24,42-51)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.
Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.
Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».

Commento

Siamo sentinelle nella notte che scrutano l’orizzonte per scorgere il primo apparire dell’alba, per udire l’approssimarsi di un passo, per distinguere il timbro di una voce, richiamo o sussurro che invita ad andare… Non importa il giorno e l’ora!

Sarà comunque il giorno più bello, quello dell’incontro con l’atteso di sempre. Sarà l’ora della salvezza che ci coglie all’improvviso, mentre aspettiamo trepidanti il compiersi della promessa: non un evento catastrofico e minaccioso, ma l’avvicinarsi silente di colui che ci sorprende nella nostra quotidianità.

Tra gli impegni improrogabili e la fatica di costruire la città degli uomini, potremo gridare la nostra gioia: «Io ti conoscevo per sentito dire; ora i miei occhi ti vedono!» (cfr. Gb 42, 5).

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2026” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano