25 dicembre – NATALE DEL SIGNORE (Messa nella Notte) – Solennità

+ Dal Vangelo secondo Luca (1,67-79)

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

Commento

Ecco che i pastori tornano giubilanti ai loro greggi: che brave persone! E pensare che quando sono giunti, io e Giuseppe ci siamo quasi spaventati perché il loro aspetto non era molto rassicurante…

Quando però si sono messi a raccontare quanto era loro successo, con gli occhi che brillavano, abbiamo capito che non erano arrivati per caso: anch’essi avevano incontrato gli angeli con un annuncio che rifletteva quello di Gabriele. Senza badare alla povertà del nostro alloggio, (il loro forse è ancor più misero), hanno riconosciuto nel bambino il salvatore atteso e lo hanno magnificato di fronte a tutti, cosa che stanno continuando a fare come rustici angeli.

Quanto a me, non mi stanco di ascoltare e di confrontare nei miei pensieri ciò che si dice di questo esserino, figlio mio e mio Dio.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2025” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano