21 dicembre – IV Domenica di Avvento – Anno A

+ Dal Vangelo secondo Matteo (1,18-24)

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Lectio Divina

“Annuncio a Giuseppe e nascita di Gesù”

Questo brano costituisce il punto focale del Vangelo dell’infanzia. L’ Evangelista Matteo ha prima indicato l’origine umana di Gesù con l’elenco degli antenati, qui invece ne afferma quella soprannaturale. Dio dà inizio a un nuovo corso della storia con un atto “creativo “, che trascende l’ordine naturale: Maria concepisce il figlio per opera dello Spirito Santo. Siamo di fronte a un grande paradosso perché la prassi matrimoniale ebraica comportava due fasi, il fidanzamento e le nozze: nella prima fase veniva stipulato il contratto matrimoniale, che aveva valore giuridico; nella
seconda, le nozze segnavano l’inizio della coabitazione. In caso di rottura dello sposalizio, era prescritto l’atto di ripudio. L’infedeltà della promessa sposa era equiparata all’adulterio.

La reazione di Giuseppe non è scontata e il suo modo di essere è una modalità unica e originale di vivere la fede. Egli è un uomo sul quale Dio ha posto tutta la sua fiducia e Giuseppe ha corrisposto senza sottrarsi all’inevitabile sconcerto! A livello umano tutto quello che aveva immaginato va in rovina, in frantumi e nonostante gli imprevisti non si è allontanato dall’amore che ha riempito la sua vita. Normalmente i sentimenti che ci attraversano nelle delusioni sono: risentimento, rabbia, tristezza e angoscia. Il cuore di Giuseppe invece non si lascia abitare dall’angoscia ma sa ringraziare e gioisce per quanto gli viene affidato in modo unico e irrepetibile: Gesù e Maria.

Il motivo della vita di Giuseppe è Gesù Cristo. Giuseppe ha avuto una vita piena di problemi ma piena di senso!

Da notare bene che quanto sta accadendo a Giuseppe non è un “caso”. E la sua condiscendenza non è passività ma totale disponibilità al mistero che lo avvolge in modo inaudito e sorprendente: Gesù, dono incomparabile di Dio all’intera umanità, è realmente il Dio-con-noi!

Sr. Maria Francesca

Monastero S. Chiara Roasio