20 novembre – Venerdì XXXIII Settimana Tempo Ordinario – pari

+ Dal Vangelo secondo Luca  (19,11-28)

In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».

Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.

Commento

La prima volta che vidi Gesù fu circa trent’anni fa: un pargoletto di quaranta giorni in braccio a sua madre, e ricordo le parole di Simeone e Anna in quel frangente. Lo rividi dodici anni dopo, seduto in mezzo ai sapienti della legge, a dialogare con loro, stupiti della sua intelligenza.

Ed ora eccolo qui, pieno di sacro zelo, che si prende cura di me, per troppo tempo ostaggio di profittatori che hanno sfruttato questo luogo santo per i loro interessi. Ne approfitto per ascoltare la sua parola, finché sarà possibile, perché sento che su di lui si addensano tenebre di morte. Anch’egli ne è consapevole, ma invita a credere che dopo ci sarà un’alba nuova.

Anch’io finirò distrutto tra non molti anni, ma non me ne rammarico: lascio il posto a lui risorto, che sarà il nuovo tempio, per sempre.

Dal “Calendario del Patrono d’Italia 2020” – Ed. Biblioteca Francescana – Milano